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‘Giugno 2021’ Category

Quel giorno, durante la mia quotidiana passeggiata in spiaggia, non potevo credere ai miei occhi. C’era uno strano fenomeno meteorologico di venti e correnti che, sotto i miei occhi ammaliati, creavano un fenomeno apparentemente contrario alle leggi naturali: il corso del fiume Mignone, con la sua meravigliosa e trasformista foce, quel giorno non solo aveva mutato il suo modo di congiungersi al mare, ma addirittura scorreva al contrario!

https://youtu.be/x4tZm5P9SP8

La corrente proveniente dal mare era più forte della corrente naturale di un fiume che sfocia. Queste onde che risalivano l’ampio letto del fiume per diverse centinaia di metri andavano in su, con nonchalance, creando il paradosso di un fiume il cui corso invece di scendere, al mare risale alla montagna. Quel giorno feci questa considerazione: a questo mondo, ed è la bellezza della vita, non si può dare nulla per scontato, neppure le leggi fisiche; un aspetto, tra l’altro, messo in luce dagli scienziati stessi a seguito di recenti scoperte rivoluzionarie. E’ tutto un tale immenso, insolubile mistero. Un nostro atteggiamento di apertura a tutto ciò che può essere, non dando mai nulla per scontato, è forse ciò che ci richiede l’esistenza di fronte a tutto questo.

Certo, quando parliamo invece di flussi e riflussi di altra natura, corsi e ricorsi storici, il momento in cui torna all’orizzonte una nefasta quanto diabolica nuvola nera quale è stato il nazismo e il razzismo in genere, ecco che qui ci è richiesta tutt’altro che un’apertura. Delle barriere, delle dighe inattaccabili vanno mantenute erette contro un riflusso che definirei un ignobile rigurgito di piccolezza umana. C’è anche da dire che questi ritorni di fenomeni che si credeva fossero ormai definitivamente messi alle spalle, probabilmente non avranno mai, mai più, la forza di diffondersi come è stato. Ma questo dipende da noi esseri umani “sani”. Gli altri sono catturati da una malattia, una sorta di peste dello spirito che, sarà inevitabile, li trascinerà nell’ entropia e nella distruzione. L’umanità è ad un bivio e coloro che hanno deciso di rimanere nell’oscurità, anziché evolversi e ascendere nella nuova dimensione che aspetta il pianeta e i suoi figli “risvegliati”, seguiranno il loro corso e questa svolta la prenderanno magari fra millenni: siamo anime che fluttuano nel tempo e fuori dal tempo, anime riversate in un flusso che non ha fine.

Tornando al mio fiume è stato un fenomeno assolutamente isolato ma e proprio così: esiste il corso naturale delle cose, un’armonia soave a cui se abbiamo fede ci possiamo abbandonare, ma è bene essere sempre aperti  alla meravigliosa realtà che nulla sia scontato.

ADRIANO CELENTANO

CLAN

N° Di Catalogo: ACC 24016

Stampato in: Italia

Data: 1964

Rarita’: COMUNE

Quotazione: euro 5,00 / 8,00

Qualità Grafica Della Copertina: 7

Copertina del 45 giri di Adriano Celentano e Il Clan

NOTE EVENTUALI: Accattivante la combinazione della copertina, opera di Daniele Usellini, con un Celentano sgranato che occhieggia fuori campo; come se davvero avesse un problema molto importante (che di sicuro  non aveva). “Adriano Estate” recita il retro di copertina e, per quella estate del 1964, con questo 45 giri, ci trovammo davvero di fronte ad uno di quei singoli toccati dalla fortuna ma, soprattutto, davvero belli e stuzzicanti. Lui conquistò l’alloro del 4° posto assoluto tra tutti i singoli venduti in Italia nell’anno di pubblicazione.

LATO A: Il problema più importante (Beretta – Rudy Clark – Miki Del Prete)

ACCOMPAGNAMENTO: Orchestra diretta da Mariano Detto / I Ribelli 

QUALITÁ ARTISTICO MUSICALE: Super

Forse non ci crederete ma è vero, la malinconia ci prende di sera, con la barba già fatta, soli, senza nessuno… Tutta in queste concentrate parole quella apatia torpida e stanchevole di una calda estate solitaria, per chi non era consolato dall’amore per una ragazza. Adriano Celentano fece davvero centro con questa fantasmagorica cover (If You Gotta Make a Fool Of Somebody) che è risalibile, come primaria ottima interpretazione, al coloured James Ray, nonostante in molti la attribuiscano direttamente a Timi Yuro, che ne fece una trasposizione eccelsa e dalla quale lo stesso Adriano prese spunto per la propria impeccabile esposizione. Altro da dire? Nulla più, quando si parla di una canzone tanto bella e così ben interpretata che proprio non si trovano punti deboli. Un Celentano che fece impazzire i suoi fan per questa che, insieme a Stai lontana da me è sicuramente il massimo delle sue interpretazioni in italiano di canzoni straniere.     

LATO B: E’ inutile davvero (Miki Del Prete – Mogol – Gino Santercole)

ACCOMPAGNAMENTO: Orchestra diretta da Mariano Detto / I Ribelli

QUALITÁ ARTISTICO MUSICALE: Ottima-

Non avevo ancora mai scritto una canzone; una notte feci un sogno straordinario: mi trovavo in un posto strano e sentivo una musica magnifica con viole e violini. Mi svegliai alle quattro del mattino, sentivo in me una serenità incredibile, presi immediatamente la chitarra e provai a suonare quel motivo. Poi mi riaddormentai e la mattina dopo la feci ascoltare ad Adriano: <Bellissima, la inciderà Milena (Cantù)>. Per fortuna non era nelle sue corde, la incise Celentano e fu un grande successo… Parole confidatemi dall’autore Gino Santercole per una mia intervista pubblicata sul “Nuovo Ciao Amici”. In effetti E’ inutile davvero è senza dubbio una brillante canzone; la mia valutazione (ottima-) non proprio altissima è data dal fatto che, purtroppo e per caso sicuramente, ricorda due altre canzoni: Under The Boardwalk dei Drifters e You Better Move On di Arthur Alexander che, a loro volta, si somigliavano molto. Ciò comunque non inficia troppo la peculiarità musicale del brano italiano che resta una canzone splendida da ascoltare, nonostante la pesantezza degli strumenti a fiato che ne sottolineano l’incedere; il motivo invece è eccelso e la performance del Molleggiato, come al solito, impressiona l’ascoltatore.